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Ulivi e umiltà superba, luce abbacinante tra le rovine di esistenze dimenticate, sterpi e vegetazione prepotente, spudorata. Acherenthia riporta ad evocazioni mitiche, ad un fiume infernale o alla “gherontìa”, città di vecchi, forse. Acherenthia, nei secoli i padroni senz’amore, Acherenthia, il silenzio dei monaci. Quante storie, quante vite possibili. Il borgo risale all’età del bronzo e ha lottato nel tempo, fino all’800, per sopravvivere alla malaria del fiume paludoso.
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